Tre italiani su quattro (il 74%, con un aumento del 5% rispetto all'anno precedente) considerano salute e sanità priorità assolute e indicano tempi lunghi d’attesa per esami diagnostici (73%), prime visite (67%) e carenza di personale medico e sanitario (58%) come le principali criticità del nostro Servizio Sanitario Nazionale.
Sono dati dal sondaggio d’opinione di Ipsos “Priorità e aspettative degli italiani per un nuovo Ssn”, presentato mercoledì 5 maggio a Roma nel corso della settima edizione di “Inventing for Life Health Summit” organizzato da MSD Italia e dedicato al tema “Investing for Life: la Salute conta!”.
La gran parte degli italiani ritiene dunque che Salute e Sanità dovrebbero essere considerate prioritarie nell’Agenda politica del Governo e che siano due aree sulle quali è necessario investire di più e più urgentemente, con un’attenzione speciale a liste d’attesa per esami diagnostici e prime visite, e carenza di personale medico e sanitario.
Gli italiani sono convinti che la spesa sanitaria pubblica nel nostro Paese sia al di sotto della media europea e, per quanto soddisfatti, ritengono sia necessario aumentare il finanziamento del Ssn: per quasi l’80%, infatti, l’incremento della spesa pubblica in Sanità è una priorità strategica per il Paese (dato in aumento di 9 punti percentuali rispetto al 2023). Nonostante ciò, un italiano su tre si aspetta che nulla cambierà. Per ciò che riguarda invece l’erogazione dei servizi, il Paese appare spaccato e presenta un forte divario regionale con il 78% dei cittadini (era il 73% nel 2023) a ritenere che l’Articolo 32 della Costituzione non venga rispettato pienamente, salvo in alcune Regioni.
«L'aggiornamento 2025 sul sentiment dell'opinione pubblica in tema di salute e sanità, tra progressi, arretramenti e staticità, deve spronarci all'azione» commenta Nando Pagnoncelli, presidente Ipsos. «La salute e la sanità restano la prima priorità per i cittadini – sottolinea - seguita dal lavoro; e non potrebbe essere diversamente in un Paese longevo come l'Italia, dove l'invecchiamento della popolazione sfida la sostenibilità di un sistema sanitario pubblico ancora prevalentemente apprezzato, nonostante le criticità espresse nei confronti delle liste d’attesa e della carenza di personale sanitario. Restano da risolvere anche i divari regionali per rendere davvero universale l'accesso alla sanità».
La salute «è una priorità dei cittadini e di questo Governo» assicura il ministro della Salute, Orazio Schillaci. «In linea con le aspettative dei cittadini – aggiunge - stiamo puntando in maniera incisiva sulle liste d’attesa per consentire alle persone di accedere alle prestazioni nei tempi giusti».
«Per la salute globale – sostiene Nicoletta Luppi, presidente e amministratrice delegata di MSD Italia - quello che viviamo oggi è un momento importante. La sanità rappresenta una questione nevralgica da affrontare in maniera sinergica per ridisegnare il futuro del nostro Paese e preservare un Servizio sanitario nazionale universalistico di valore come il nostro. La chiave di volta – prosegue - è l’innovazione, frutto di un’intensa e ingente attività di Ricerca&Sviluppo di cui realtà come MSD si fanno promotrici. Siamo parte di un comparto farmaceutico che eccelle nel mondo, siamo l’unico settore manifatturiero in crescita e tra i primi per import ed export, con le nostre attività incidiamo positivamente sul Pil nazionale. Siamo un’eccellenza da preservare e sostenere perché volano della crescita economica italiana per cui necessitiamo di interventi mirati. Pertanto – conclude Luppi - una riforma sistemica che incentivi gli investimenti, supporti la ricerca e premi l’innovazione si configura come l'unica soluzione per garantire un accesso alle cure equo ed efficiente per porre davvero al centro i pazienti e i loro bisogni».
In merito al ruolo dei pazienti, il 57% degli italiani è convinto che debbano essere coinvolti attivamente nei processi decisionali di cura e, per quanto non emerga molto forte l’esperienza diretta con le Associazioni di pazienti, valuta positivamente il loro ruolo tanto da suggerirne un maggior protagonismo.
Secondo il sondaggio, il 74% della popolazione ha un’opinione positiva dei vaccini, in miglioramento rispetto al 2023; a questo proposito, gli italiani suggeriscono il coinvolgimento dei medici di famiglia e dei pediatri, oltre a quello dei farmacisti, per aumentare le coperture vaccinali. Sempre in tema di prevenzione, quella in ambito oncologico è prioritaria per il 78% della popolazione.
Alto risulta anche il riconoscimento dell’impegno delle aziende farmaceutiche, non solo per gli sforzi in Ricerca & Sviluppo nella lotta alle principali malattie (84% di voti positivi), ma anche per il loro contributo alla crescita economica.
In fatto di informazione, il sondaggio conferma che il medico di famiglia continua a essere la principale fonte di informazione affidabile per gli italiani, seguito dalla televisione e dal web, mentre i social media si posizionano al primo posto tra quelle in cui più frequentemente ritrovare fake news in ambito salute.
Il 70% degli Italiani ritiene infine che digitalizzazione e Intelligenza artificiale agevolino l’esperienza dei pazienti, anche se cresce la sensazione di diffidenza rispetto al 2023 nei confronti di queste trasformazioni, spesso a discapito del contatto umano nell’assistenza e nella cura.
Fonte: HealthDesk articolo di redazione 6 marzo 2025